“VECCHIO A CHI!?” IL PARERE DELLA SCIENZA CONTRO GLI ANTICHI STEREOTIPI SULL’ETÀ ANZIANA (prima parte)

Si tende a pensare che gli anziani vivano delle vite al ribasso, dovendo solo fare i conti con malattie e acciacchi costanti. Niente di più sbagliato: al giorno d’oggi, grazie alle numerose opportunità che la società e il progresso ci offrono, è possibile vivere a lungo in salute. La ricerca scientifica e la WHO hanno infatti mostrato che la gente ha una visione semplicistica e antica dell’età anziana. Mai come in questo caso, la conoscenza può tradursi in opportunità per la propria salute. Conosciamo allora gli stereotipi più diffusi sugli anziani.

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Abbiamo da poco intrapreso il nostro percorso volto alla scoperta delle risorse e delle possibilità che circondano l’età anziana. Nello scorso post, abbiamo parlato dell’invecchiamento attivo, con il quale abbiamo cercato di introdurre una visione diversa dell’anziano, maggiormente positiva e orientata alla salute. Tuttavia, siamo consapevoli che il nostro tentativo è assai difficile: la maggior parte della gente, infatti, pensa che il diventare anziani significhi avviarsi a vivere una vita triste, fatta di sofferenze e di confronto quotidiano con il venir meno dell’autonomia fisica e mentale. Le tante ricerche scientifiche hanno però evidenziato come questa visione non sia affatto coerente con l’attualità, mostrando come in realtà le credenze maggiormente diffuse sull’età anziana siano completamente sbagliate e rappresentino degli stereotipi fuorvianti.

Per contrastare tale disinformazione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dedicato il World Healt Day del 2012 al tema del rapporto tra invecchiamento e salute. Con questo importantissimo evento internazionale, l’OMS ha mostrato che gli anziani costituiscono una risorsa preziosa e, per questa ragione, devono essere integrati e sentirsi valorizzati all’interno dei contesti sociali in cui vivono. Ma cosa generalmente si pensa dei “vecchi”di così diverso da quanto, invece, dicono gli studi? Ecco i 5 stereotipi più comuni sull’età anziana.

STEREOTIPO 1 – Gli anziani “sono scaduti”.

Sebbene sia possibile che con l’invecchiamento si abbiano lievi cali nell’elaborazione delle informazioni e nell’attenzione, la maggior parte delle persone anziane mantiene delle ottime competenze mentali e di apprendimento. Inoltre, costoro hanno una marcia in più, dal momento che possiedono una maggiore memoria esperienziale. Anche il deterioramento delle capacità fisiche è di gran lunga minore di quanto comunemente si pensi: a dimostrazione di quanto detto, il 16 ottobre 2011, Fauja Singh è diventato il primo uomo di 100 anni a completare una maratona svoltasi a Toronto, in Canada.

STEREOTIPO 2 – Le persone anziane sono impotenti.

Sebbene le persone anziane siano particolarmente vulnerabili in caso di emergenza, questo non significa che in generale esse siano completamente impotenti. Ne è una dimostrazione quanto accaduto dopo lo tsunami e il terremoto del 2011 in Giappone, dove proprio gli anziani e i pensionati sono stati i primi a farsi avanti come volontari presso i luoghi del disastro nucleare. Anche in Bangladesh, terra spesso sconvolta da catastrofi naturali, gli anziani sono di grande supporto al resto della popolazione, poiché svolgono un importante ruolo attivo individuando le famiglie maggiormente a rischio e facendo recapitare loro le risorse di cui hanno bisogno.

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