NON CAPISCO COSA TI PASSI NELLA TESTA! IL RUOLO DELLA TEORIA DELLA MENTE NELLA TERZA ETÀ

L’espressione “teoria della mente” (d’ora in avanti ToM) identifica la capacità psicologica di riuscire a comprendere stati mentali, ovvero credenze, emozioni, desideri, intenzioni e pensieri, sulla base dei quali prevedere il proprio comportamento e quello altrui (Sempio, Marchetti e Lencio., 2005). Sebbene questa abilità si acquisisca durante l’età infantile, recenti studi ne hanno evidenziata l’importanza anche per l’età anziana

12754939_10207242523920067_761054201_o.jpgLa Teoria della Menta (ToM) è un’abilità socio-cognitiva alla base dell’interazione sociale e dei meccanismi di decisione. È talmente fondamentale che una sua compromissione renderebbe incapaci di saper rappresentare  simbolicamente le credenze e i pensieri propri e altrui, limitando la comprensione dei comportamenti e degli eventi. Numerose teorie recenti dimostrano come proprio dei deficit nella ToM siano una delle possibili cause dell’autismo (Camaioni e Di Blasio, 2002).

Dopo aver letto queste prime righe ed essere rimasti un po’ spaesati, vi starete chiedendo cosa ci faccia un argomento come questo in un blog che tratta di invecchiamento attivo!!?? Il mistero è presto svelato: sebbene la teoria della mente si sviluppi in età infantile, recenti studi hanno messo in luce la sua importanza anche in età anziana; in particolare, Henry, Phillips, Ruffman e Bailey (2013) ci mostrano come, col passare degli anni, si verifichi un fisiologico decadimento dei livelli di funzionamento della ToM, fino  alla compromissione maggiore che si osserva nei casi di demenza di Alzheimer, demenza frontotemporale e malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson.

Per queste ragioni, alcuni ricercatori, tra i quali spicca la prof.ssa Elena Cavallini con i suoi collaboratori (2015), hanno progettato un training finalizzato a sostenere la ToM in persone anziane sane. Il percorso di potenziamento è stato suddiviso in 3 lezioni principali, composte da conversazioni incentrate sulla discussione e analisi degli stati mentali, attraverso le quali si è cercato di potenziare di volta in volta uno dei seguenti aspetti della Teoria della Mente:

  • L’assunzione di prospettiva visiva, con la quale si è chiamati a riflettere sul fatto che uno stesso stimolo può essere percepito da differenti punti di vista.
  • L’Assunzione di prospettiva concettuale, che illustra e spiega come due persone possano essere motivate da credenze e desideri diversi da quelli che ci si immagina.
  • L’assunzione di prospettiva nella vita reale, nella quale, dati degli scenari di vita complessi, gli anziani cercano di dedurre le credenze e i desideri dei personaggi per spiegare i loro comportamenti.

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Le analisi statistiche effettuate dimostrano l’efficacia del training proposto: i livelli di Teoria della Mente infatti vengono ad essere incrementati nel solo gruppo sperimentale. Questi primi risultati necessitano però di essere ampliati, al fine di valutare se e come i miglioramenti si mantengono anche a distanza di tempo. Sebbene ci sia ancora tanta strada da fare, interventi come questi sono la dimostrazione che la ricerca psicologica è più che mai attiva nel cercare di mettere a punto opportunità d’intervento maggiormente efficaci con le quali sostenere una fase della vita, quale quella dell’invecchiamento, troppo spesso sottostimata.

 FONTI

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