QUALE COMPITO EVOLUTIVO È CHIAMATO A REALIZZARE L’ANZIANO? L’INVECCHIAMENTO COME FENOMENO FAMILIARE

La maggior parte delle persone anziane invecchia in famiglia, dando una mano attivamente ai propri figli e parenti e svolgendo il ruolo di nonni. Questa evidenza apre lo spazio per una riflessione profonda sul ruolo dell’anziano in famiglia, tra cambiamenti da riconoscere e potenzialità nascoste

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Vivere la fase di vita anziana con i propri cari, delinea quella che Litwak (1960) ha definito la “famiglia estesa modificata”, un sistema cioè in cui convivono 3 generazioni: nonni, appunto, con figli e nipoti. Come ben illustrato da Bramanti e Meda (2012), l’età anziana costituisce una transizione, cioè un arco di tempo durante il quale si passa da una condizione di vita ad un’altra. Tale transizione è caratterizzata da un iniziale disorientamento, seguito da un momento in cui si cerca di ristabilire un nuovo equilibrio.

Questo compito costituisce una sfida assai difficile, a tal punto che molte persone rimangono intrappolate in una condizione di fragilità emotiva, di incapacità di progettare e di continuo rimpianto, in cui “ci si lascia vivere”. La difficoltà sta nel fatto che il cambiamento impone una profonda ridefinizione del proprio sé, unita  alla comprensione del nuovo ruolo all’interno della storia familiare. L’anziano è cosi sommerso da sentimenti e pensieri negativi: si sente un peso per la propria famiglia, pensa di non essere più utile a niente e nessuno, o magari si sente scavalcato nelle decisioni e  trascurato negli affetti.

Per superare questo blocco esistenziale, gli anziani sono chiamati a prendere coscienza che l’obiettivo primario della loro transizione è quello di saper realizzare un passaggio di consegne tra le generazioni, ridefinendo il ruolo personale, rilanciando i progetti desiderati e contemporaneamente lasciando margine alle generazioni emergenti che diventeranno pian piano i punti di riferimento della famiglia estesa. Questo, però, non significa “ritirarsi” dalla vita, ma, al contrario, cogliere l’invecchiamento come una fase ricca di opportunità, in cui trovano spazio nuovi compiti generativi entro cui la propria vita può pienamente esprimersi.

Purtroppo, una difficoltà tipica della nostra epoca storica è che facciamo fatica ad accettare il cambiamento e tendiamo a restare “legati” al picture-416614ricordo dei bei tempi passati, quando ancora si poteva godere della giovinezza. In questo non c’è niente di male, ci mancherebbe! Ma al passato dobbiamo guardare con nostalgia e gratitudine e non invece con rimpianto e rammarico. Perché, innanzitutto, “diventar vecchi” è un dono; e poi perché ci sono ancora numerose opportunità anche se si tende a pensare che “non si è più quelli di una volta”. Nel susseguirsi delle stagioni della vita, infatti, abbiamo l’opportunità di iniziare una riflessione costruttiva sul nostro sé e sulla nostra storia, grazie alla quale scoprire come, anche da anziani, si può essere ancora pienamente generativi. Come? Le possibilità sono svariate e ciascuno ne troverà di proprie. Qualcuno continuando ad investire nel rapporto di coppia, altri curando i nipoti e sostenendo i propri figli, altri ancora mettendosi a servizio delle giovani generazioni come maestri-testimoni di Storia; ma anche prendendo parte attiva come volontari alla vita di comunità e associazioni che operano nel sociale o dedicandosi alle proprie passioni.

BIBLIOGRAFIA

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