LE CARATTERISTICHE DELLA POPOLAZIONE ANZIANA IN ITALIA: UNA FASCIA ATTIVA O A RISCHIO?

Come sono e cosa fanno realmente gli anziani nel nostro Paese? Possiamo infatti considerarli, dati alla mano, una popolazione a rischio o invece i mutamenti socio-demografici ci suggeriscono di cambiare in positivo le credenze sugli over 65?

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A questo proposito, ci viene in aiuto la ricerca “Non mi ritiro. L’allungamento della vita, una sfida per le generazioni, un’opportunità per la società” condotta dall’Università Cattolica di Milano, che fa emergere una realtà sorprendente e dinamica. In base al grado di attivismo dei 900 anziani tra i 65 e 74 anni reclutati per lo studio, sono stati identificati 4 gruppi differenti:

  • gli “attivi”, cioè coloro che offrono aiuto ad altri,
  • “dà e riceve”, sono invece anziani che danno e ricevono sostegno allo stesso tempo,
  • gli “isolati”, ossia chi ha pochi legami sociali
  • ed infine i “passivi”, i quali ricevono esclusivamente sostegno.

I partecipanti vengono ad essere così distribuiti: attivi il 33%, dà e riceve il 53%, isolati il 6,3% passivi 8,2%.Anche i livelli di salute emersi dallo studio sono più che incoraggianti: il 58% dei partecipanti presenta un livello di salute alta, il 13,2% livelli medi e solo il 28% livelli di salute bassa.Sorprendentemente, questi dati  ci rivelano una realtà in cui gli anziani sono molto più vitali di quanto si pensi e tutt’altro che dipendenti dai servizi o dalle cure dei loro familiare!

Non dobbiamo però dimenticare le categorie cosiddette “a rischio” che sono 2: la prima è costituita dai caregiver, per lo più donne gravate da pesanti impegni e responsabilità, mentre la seconda comprende coloro che non hanno familiari né reti sociali sulle quali poter fare affidamento. Le persone appartenenti a queste categorie hanno maggiori probabilità di incorrere in problematiche psicologiche come depressione, disturbi del sonno, dell’attenzione, difficoltà mnestiche, facile irritabilità, somatizzazioni, sbalzi di umore e facilità ad ammalarsi. Per tali ragioni, è necessario per queste persone prestare molta attenzione alla loro condizione, cercando di trovare un sostegno prima che i sintomi insorgano e diventino col tempo sempre più gravi.

Queste ed altre evidenze ci mostrano chiaramente come la popolazione anziana nel suo complesso sia caratterizzata da:

  • alti livelli di autonomia nella conduzione di vita e attività sul piano delle relazioni sociali.12790031_10207274737325382_2057667072_o.jpg
  • i giovani anziani possiedono livelli medio-alti di benessere economico: godono, infatti, dei benefici pensionistici e di agevolazioni specifiche.
  • svolgono ruoli attivi di primaria importanza, curando i legami familiari e impegnandosi nel sociale.

In definitiva, i risultati ci invitano a guardare gli anziani da un’altra prospettiva: essi, infatti, non costituiscono un “peso” per la famiglia e la società in cui vivono, ma un valore aggiunto sempre più importante e da incentivare.

A questo proposito, vi invitiamo a visitare il nostro blog in cui vengono prospettati numerosi interventi psicologici e opportunità sociali, spesso sconosciute alla maggior parte del pubblico, che permettono agli anziani di godere pienamente della fase di vita in cui si trovano, esprimere le loro inaspettate potenzialità e prevenire i possibili rischi psicosociali. Potrai conoscere cosa sono gli Alzheimer Cafè, la musicoterapia, gli hobby over 60, le app per l’età anziana e tanto altro ancora!

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